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Mar
Danze Popolari
Danze Popolari
Il laboratorio verte sull' approccio di alcune danze appartenenti alla cultura del centro e sud Italia, con particolare attenzione alla ricerca del canone tradizionale Il corso è rivolto a tutti e comporta una parte teorica ed una pratica dove conoscere musiche, passi, figure e schemi di queste fascinose danze. L'obiettivo è quello di creare momenti d'incontro, divertimento e socialità, ma anche la possibilità di una conoscenza extraregionale di quei luoghi dove la tradizione del suono e della danza è ancora viva.. Nel corso del laboratorio vi saranno proiezioni di filmati e sessioni di danza con musica dal vivo sulle note dei Tutto Po'Esse (www.tuttopoesse.it).
Il laboratorio verte sull' approccio di alcune danze appartenenti alla cultura del centro e sud Italia, con particolare attenzione alla ricerca del canone tradizionale Il corso è rivolto a tutti e comporta una parte teorica ed una pratica dove conoscere musiche, passi, figure e schemi di queste fascinose danze. L'obiettivo è quello di creare momenti d'incontro, divertimento e socialità, ma anche la possibilità di una conoscenza extraregionale di quei luoghi dove la tradizione del suono e della danza è ancora viva.. Nel corso del laboratorio vi saranno proiezioni di filmati e sessioni di danza con musica dal vivo sulle note dei Tutto Po'Esse (www.tuttopoesse.it).In modo particolare il corso prevede lezioni di:
Pizzica pizzica
Tammurriata
Tarantella del Gargano
Saltarello
Tarantella Calabrese
Tecnici sportivi :
Insegnanti di entrambi i sessi con formazione acquisita sia attraverso l' esperienza sul campo, vivendo le atmosfere delle feste popolari ed osservando i ballerini originari dei luoghi dove nascono i singoli balli, sia attraverso la partecipazione a vari laboratori stage e seminari di danze popolari.
Programma tecnico di allenamento:
- 10 minuti di riscaldamento generale.
- 40 minuti di tecnica (postura, passi base,
coreografia, figure e schemi più complessi).
- 30 minuti di ballo spontaneo per ricreare la dimensione corale del rituale dei balli popolari.
- 10 minuti di stretching e defaticamento.
Frequenza e Durata delle Lezioni :
Lunedì ore 20,00 / 21,30
Mensile €25,00
Qualche accenno sulle danze...
Pizzica pizzica
E' una danza tradizionale del Salento che si balla in coppia, non necessariamente formata da individui dello stesso sesso. A differenza di quanto molti immaginano, la pizzica pizzica tra uomo e donna non era necessariamente una danza di corteggiamento. Pochi e semplici sono i "passi base" tipici di questa danza, in cui più che i passi veri e propri sono le "intenzioni" e le emozioni dei ballerini a rendere magico ed affascinante il momento coreutico. Sui passi base poi - costituiti da un corpus di saltelli, su se stessi o in movimento, su due tempi o terzinati - i ballerini ci ricamano, anche inventandoli estemporaneamente, una gran varietà di passi e movimenti, che fanno oscillare la danza tra fasi di calma, di studio dell'altro o attesa a fasi più frenetiche caratterizzate da forti battiti dei piedi sul suolo (più tipici degli uomini), veloci e vorticosi giri su se stessi (caratteristici delle donne), brevi inseguimenti, allontanamenti e repentini avvicinamenti e incroci tra i due ballerini. Il tutto condito dall'euforia dei suoni e delle grida che si scatenano dalla ronda. La Ronda è quel tipico cerchio, composto da musicisti, aspiranti ballerini o curiosi, che si forma spontaneamente dando vita al momento del ballo. La pizzica, oltre ad essere suonata nei momenti di festa di singoli gruppi familiari o di intere comunità locali, costituiva anche il principale accompagnamento del rito etnocoreutico del tarantismo. Essa, quindi, veniva eseguita da orchestrine composte da vari strumenti - tra i quali emergevano il tamburello ed il violino per le loro caratteristiche ritmiche e melodiche - con lo scopo di "esorcizzare" le donne tarantate e guarirle, attraverso il ballo che questa musica frenetica scatenava, dal loro male. La pizzica, suonata per giorni o addirittura settimane per la cura delle tarantate, aveva spesso caratteristiche proprie, che la differenziavano da quella suonata per il ballo. La "pizzica tarantata" - resa famosa dalle registrazioni del maestro violinista Luigi Stifani - o come la chiamavano alcuni, la "taranta", era infatti eseguita con un ritmo in genere più accelerato rispetto a quella classica suonata per il ballo, e molto spesso le tonalità più frequentate erano quelle in minore, capaci di "scazzicare" (ossia stimolare) più facilmente la tarantata grazie al carattere ridondante e malinconico che le tonalità minori appunto posseggono.
Tammurriata
La tammurriata è una danza tradizionale della Campania. Il ballo trae il nome dal fondamentale ritmo binario che viene marcato con il tamburo (detto anche "tammorra"). La "tammorra" è un grande tamburo a cornice dipinta con sonagli di latta, con possibile accessorio addobbo di nastri o pitture policrome e campanelli. In una più ampia classificazione dei balli etnici italiani, la tammuriata va inclusa nella famiglia delle tarantelle meridionali, di cui costituisce uno specifico sottogruppo basato sul ritmo rigidamente binario, sulla partecipazione al ballo esclusivamente in coppia (mista e non), su un'intensa dinamica delle braccia, sull'uso di castagnette (nacchere). Il ballo viene eseguito all'interno del "cerchio" composto da suonatori, "cantatori" e da tutti i presenti che ne costituiscono al pari dei danzatori una parte sostanziale. Nel momento collettivo, tutta la gestualità della danza assume un valore rituale ed un significato simbolico. La tammurriata è il ballo contadino per eccellenza: la maggior parte dei gesti coreutici eseguiti sono tratti dal lavoro quotidiano come ad esempio la simulazione dell'atto del vangare, seminare, etc. oppure si tratta di gesti di imitazione degli animali, soprattutto gallinacei. Ma questi gesti così carichi di simboli che rimandano alla terra, alla primavera, alla vita contadina ed al raccolto, vanno interpretati anche secondo una chiave di lettura strettamente connessa alla morte ed al sesso. Si svolge principalmente nell'ambito delle "feste", celebrazioni stagionali di ritualità collettiva associate alla religiosità "popolare" e soprattutto al culto devozionale rivolto alle Madonne venerate in questi luoghi. La tammurriata è espressione diretta della cultura orale contadina; la danza è quindi strettamente connessa a credenze e culti arcaici moto antichi di origine precristiana.
Tarantella del Gargano
E'una danza tradizionale della zona del Gargano, un ballo di coppia(miste e non), contraddistinti dalla presenza forte della "chitarra battente" che ritma i canti e le serenate. Gli antichi rituali delle tarantelle e della cultura popolare sono resi attuali nei ritmi vigorosi di chitarra e tamburi che si possono ascoltare per le piazze di Carpino e dei paesi del Gargano. Tra i più vecchi suonatori del Gargano c'è un gruppo che è ormai una leggenda: i Cantori di Carpino ("Tarantella del Gargano" è anche il titolo di una loro canzone che in origine era intitolata solo "Montanara").
Saltarello
E' una danza del centro Italia (Lazio, Marche, Abruzzo), che presenta variazioni nelle diverse aree geografiche appenniniche, anche se l'impostazione del passo appare comune. Nel ballo di coppia, dopo l'invito, i ballerini si sincronizzano a tempo di musica per poi effettuare passi incrociati saltati. La coppia può afferrarsi frontalmente guardandosi negli occhi ed alternare movenze di fughe, rifiuti, rincorse, con mimiche a dispetto e di corteggiamento. Il tutto si conclude quando i ballerini, tenendosi per le braccia, decidono di darsi reciproca intesa, ad esempio saltando su ambo le gambe e formando con passi laterali un cerchio allargato fino alla loro uscita di scena. A Roma il Saltarello era ballato da due soli ballerini che non si univano quasi mai, così si riscontra nelle stampe raffiguranti gli ambienti cittadini del Pinelli e di altri artisti. In città si ballava durante le "ottobrate romane" , quando, nel rito del passeggio, ogni, il Principe Borghese concedeva ai cittadini libero accesso al suo parco. Nella campagna romana si ballava in più coppie che si tenevano legate con le mani sulle spalle o dietro la schiena, formando un cerchio con i corpi curvati in avanti per sostenersi nel ritmo e le teste riunite nel centro del gruppo.
Tarantella calabrese
La Tarantella calabrese o Tintarella racchiude tutte le diverse espressioni coreutico – musicali diffuse nella penisola calabrese, con tratti che la rendono distinguibile dalle altre del Sud Italia, specie nel ritmo. Essa assume soprattutto un ruolo di danza per le occasioni festive o religioso – processionali. Il ballo si fa in coppia uomo – donna, uomo – uomo, e più raro donna – donna, dentro ad cerchio di persone definito rota. U Mastru i ballu decide chi dei componenti della rota deve ballare e gestisce la turnazione e i suonatori fanno parte della rota. Durante il ballo si eseguono principalmente passi puntati che seguono il ritmo del tamburo, ogni ballerino poi si esprime come meglio crede all' interno di alcune figure generali. I passi fondamentali, che si basano su delle terzine, possono essere eseguiti da fermi ma generalmente vi è un giro antiorario dei ballerini, una sorta di cerchio interno alla rota. All' inizio del ballo i due ballerini sono distanti, i passi sono cauti e man mano l'uomo si avvicina per chiedere le mani alla donna per il ballo intrecciato. Una volta allacciata la coppia comincia a girare in senso antiorario eseguendo dei cerchi in cui la donna cerca di mantenere comunque il centro della rota.